Intervista a Padre Alex Zanotelli

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Da Korogocho a Napoli sulla frontiera dei poveri  proclamando il Dio della Vita”. Intervista a Padre Alex Zanotelli.

Padre Alessandro Zanotelli, missionario comboniano, è stato per anni in Africa sulla frontiera dei più poveri della Terra. E’ stato direttore della rivista Nigrizia. Ora è da qualche anno a Napoli impegnato nel Rione Sanità.

Padre Alex, sei ritornato da qualche anno in Italia dopo l’importantissima esperienza vissuta in Kenia. Da Korogocho (una delle baraccopoli che circondano Nairobi) al rione Sanità a Napoli, qual è il filo rosso che tiene unite queste esperienze?

Penso che siano stati i poveri di Korogocho a rivelarmi la connessione. L’ultimo giorno che ho passato a Korogocho , il 17 aprile del 2002, mi hanno convocato per un momento di preghiera; è stato un momento bellissimo, durato tre ore, e alla fine mi hanno chiesto di inginocchiarmi in mezzo a loro e mi hanno imposto le mani sulla testa. Ad un certo punto un reverendo africano ha incominciato una lunghissima preghiera d’invocazione allo Spirito dicendo queste parole:”Papà dona a Padre Alex il tuo Spirito Santo, donaglielo con forza perché adesso possa tornare a convertire la sua tribù bianca”. Ora quello che lega le mie due esperienze è il fatto che io sono tornato per fare missione e convertire la mia “tribù bianca”. Cioè aiutare la mia “tribù bianca”, il popolo italiano, a capire che le decisioni che prende in campo politico, economico, finanziario ecc. hanno enormi ripercussioni sui poveri, cioè rendono la gente sempre più povera, sempre più schiacciata. E ho scelto di vivere qui. Ho scelto il Sud d’Italia perché è la zona più svantaggiata d’Italia, ho scelto Napoli perché è la città che ha più pasticci in Italia oggi. Ed ora vivo al Rione Sanità. E sono presente su tematiche tipo i rifiuti. Così sono passato dalla discarica di Nairobi, che è a fianco di Korogocho, alle discariche della Campania. Ed è la stessa logica, in fondo, con cui stiamo lottando. Io credo, sono un credente nel Dio della vita che mi ha inviato ad annunciare la buona novella ai poveri, i poveri non avranno mai buone novelle se davvero la “tribù bianca” non si converte.

Come si sviluppa il tuo nuovo impegno missionario sulla frontiera napoletana?

Mi sento profondamente missionario qui sulla frontiera napoletana, prima di tutto il luogo che ho scelto: il Rione Sanità. Un Rione del centro di Napoli pieno di problemi. Sono presente sulla frontiera dei Rom, degli immigrati. E’ davvero drammatica la situazione di questa gente e lavoro con loro. Mi dedico a tutto quello che rappresenta il problema dei rifiuti. Qui, come stanno ammazzando il pianeta, qui stanno ammazzando i campani con la politica dei rifiuti tossici e dell’incenerimento, cioè producendo tumori ecc. In questo senso io sono presente come prete e come missionario. L’altra grande frontiera missionaria è quella dell’acqua. Perché se passa la privatizzazione dell’acqua avremo, domani, cento milioni di morti di sete. Quindi sono davvero frontiere missionarie partendo anche da Napoli.

Parlando della triste vicenda dei rifiuti a Napoli hai detto che “la menzogna diventa verità”, perché?

Perché la cosa gravissima è che i mezzi di comunicazione, i media, parlano di tutto ma non dicono la verità delle cose. E difatti quello che è passato in Italia che cosa è stato? Che è arrivato Mago Merlino, due anni fa, con la bacchetta magica ha risolto il problema dei rifiuti a Napoli. Non ha risolto assolutamente nulla, anzi li ha aggravati. Terzigno, la lotta che c’è adesso, ma anche su altri fronti come Giugliano, Chiaiano ecc. ho detto parlando alla popolazione: “Guardate che lo scopo vostro, non è soltanto la difesa del vostro territorio, ma il far scoppiare questo bubbone dei rifiuti di Napoli, questa menzogna che è stata detta al popolo italiano”. Io dico che ci stanno ammazzando prima di tutto con i rifiuti tossici, cioè per vent’anni la Campania è stata lo sversatoio nazionale dei rifiuti tossici. C’è stato un accordo tra mondo industriale del Nord e Camorra, la camorra ha fatto il lavoro sporco di seppellire i rifiuti tossici in Campania. I rifiuti tossici producono diossina e questa produce tumori e malformazioni. Seconda cosa: la menzogna è stata sui rifiuti ordinari. Cioè quello che ci è stato imposto con il decreto 90 di Berlusconi, ma non era meglio il centrosinistra forse son tutti uguali, la legge 123 del 2008 impone alla Campania dodici megadiscariche, quattro inceneritori. Se i quattro inceneritori verranno mai costruiti, uno solo è stato costruito ad Acerra, se mai verranno costruiti ed entreranno in funzione noi campani dovremmo importare i rifiuti da fuori (non ne consumiamo abbastanza) per fare funzionare quattro inceneritori, e questo ci è imposto con la forza dell’esercito. Gli inceneritori producono altrettanto diossina, producono tumori. In un disastro come quello campano, imporre questo alla Campania, già martirizzata per i rifiuti tossici, per me è criminale.

Dal tuo “osservatorio” come vedi la Chiesa e la società italiana? Non ti sembra che entrambe siano attraversate da una “stanchezza” che impedisce a loro di fare dei percorsi di cambiamento?

Uso le parole di un grande Vescovo dell’America Latina Mons. Ramazzini, che è vescovo in Guatemala, che quando è stato a Napoli è venuto a trovarci. A lui ho chiesto: “Cosa pensi di noi cristiani d’occidente?” e lui ha risposto tranquillamente: “ma mi sembra che la vostra vita sia una vita schizofrenica: in Chiesa dite determinate cose, fuori vivete in tutt’altra maniera”. Quello che io sto vivendo a livello di Chiesa italiana è che siamo una Chiesa schizofrenica, cioè diciamo determinate cose es. che crediamo nel Dio della vita e giu e giu…poi su tante cose stiamo zitti. Cioè c’è una incapacità di tradurre la fede in scelte concrete economiche, sociali, ecologiche che mi spaventa. Il problema che poi vedo che è gravissimo è che davvero in questo senso la Chiesa non sta dando quello che dovrebbe dare in questo paese. C’è la Chiesa chiamata ad essere coscienza critica e purtroppo mi sembra che in questo momento non lo sia.

Quando eri direttore di Nigrizia hai denunciato più volte il traffico del commercio delle armi e la gestione affaristica della cooperazione allo sviluppo. Oggi punti il dito contro la menzogna di “O sistema”. Da chi è composto questo “sistema”?

Io punto il dito davvero contro “O sistema”. “O sistema” è come la camorra è chiamata qui a Napoli, ma secondo me è la definizione che possiamo applicare al sistema mondiale, che è un sistema economico-finanziario, più finanziario che economico che permette a pochi di vivere da nababbi: massimo il 20% si pappa l’83% delle risorse di questo mondo. Praticamente quest’anno la Fao ci dice che abbiamo oltrepassato il miliardo di affamati, non era mai successo nella storia. Quindi la profonda ingiustizia che c’è in questo sistema: che pochi stanno consumando tutto e per difendere il nostro stile di vita, noi stiamo spendendo somme incredibili in armi. L’anno scorso i dati del Sipri dice che abbiamo speso 1540 miliardi di dollari nel solo 2009. Perché questo? Perché ci armiamo fino ai denti per difendere che cosa? Il nostro stile di vita. Il nostro stile di vita e le spese in armi stanno pesando incredibilmente sull’eco-sistema, a tal punto che molti scienziati ci dicono che la situazione è gravissima, molti ci danno una cinquantina di anni per cambiare altrimenti dopo sarà troppo tardi. Cioè se a questo mondo tutti vivessero come viviamo noi avremmo bisogno di due pianeti Terra come risorse e di altri due pianeti Terra come pattumiera per buttare i nostri rifiuti. Questo sistema è insostenibile proprio per lo sperpero di energia che pochi fanno a questo mondo, per le armi che costruiamo per difendere il nostro stile di vita del 20% del mondo, che sta pesando enormemente sul nostro sistema. Stiamo andando adesso a Cancun, una città immensa, dove si troveranno tutti i ministri del mondo, agli inizi di dicembre, per tentare di risolvere il dramma dei cambiamenti climatici. Stiamo vivendo un momento incredibile, ecco perché io parlo di “O sistema”, è “O sistema” che ammazza e uccide, ammazza i poveri, ammazza con le guerre e sta ammazzando il pianeta.

Per finire: una volta scrivendo della situazione assurda di sofferenza che i poveri di Korogocho patiscono, hai , affermato che “Dio è malato”. Cosa intendi con questa espressione?

Non è espressione mia, io l ’ho usata in alcune mie lettere citando un poeta peruviano. Questo autore racconta di un bambina talmente disastrata che dice che : “quando io sono nata forse Dio era malato”. E’ un po’ una poesia. Quando si vivono momenti di sofferenza incredibile come quelli che ho vissuto a Korogocho, davanti ai drammi della gente, quando mi trovo davanti a questi drammi che viviamo in chiave mondiale, ecco la domanda che mi viene: “Ma Dio dov’è?”, “Dove sei?”, cioè se Dio è un papà, è una mamma allora dov’è questo Dio. Ma perché non reagisce? E’ chiaro, questa è la domanda. Io ho dovuto anche tentare una risposta camminando con i poveri, ma non ho risposte da dare , ma penso che non è certamente il Dio che pensiamo noi, cioè non è il Dio che con la bacchetta magica ci risolve i problema. Ricordo che il Papa visitando Auschwitz ha chiesto: “Dio dov’è?”. Penso che il Papa, secondo me, avrebbe dovuto aggiungere “Chiesa dov’eri?” “uomini dove eravate?” cioè se questi disastri avvengono, non puntiamo il dito su Dio, Lui punta il dito su di noi, questi sono problemi nostri, ecco la risposta che tenterei di dare. Il grande miracolo dobbiamo farlo noi e Dio ha fiducia in noi.

Commenti (7)

  1. ho letto questa intervista a Nairobi nei pressi dello slum della Mathary valley. Condivido come sempre padre Alex in particolare sul fatto che oggi più che mai dobbiamo chiederci Chiesa dove sei e uomo dove sei ? Uomo cristiano cattolico vescovo cardinale abbi il coraggio di uscire dal sistema e chiederti chi sei chi sono io ? Il cambiamento deve partire da noi stessi ma solo se non abbiamo paura di chiederci cosa siamo e cosa vogliamo essere. Un abbraccio

  2. Il Messia si può trasformare anche in un umile servitore di Dio; P. Alex è uomo giusto e saggio, è colui che porta la Verità sul futuro dell’umanità.
    Bisognerebbe ascoltarlo
    Anna C.

  3. In relazione alla tua intervista riguardo alla situazione rifiuti a Napoli e alla lotta alla povertà nel mondo.Io penso che ci sarà sempre chi è ricco e lo diventerà sempre di più e chi è povero vita naturaL durante.Parlo di me come caso emblematico della precarietà.53enne diplomato come insegnante musicista con un grande talento .Separato dopo un matrimonio naufragato dopo 20 anni.Io ho sempre creduto in essa ma non è bastato.La mia ex moglie invalida civile al 75% nonstante i nostri sforzi per avere una casa popolare e nonostante abbia più volte richiesto un lavoro stabile sono tuttora lSU lavoratore socialmente utile anche se confesso che per 2 anni ho avuto la possibilità di insegnare a Cori(Lt).Da 2 anni non mi chiamano più per fare le supplenze solo perchè il ministro della pubblica istruzione ha deciso che gli insegnanti sono troppi e il ministero deve risparmiare e non assumere più personale docente mettendo in difficiltà non solo me ma tutti quelli che speravano in un futuro stabile come insegnante.Io non c’è la faccio più fare LSU con un assegno INPS di appena 670 euro considerato che 250 lo pago per l’affitto 250 per il mantenimento alle figlia minorenne 15enne a me rimane appena 150 euro per vivere un mese intero in tasca mi rimane meno di zero.E’ possibile vivere in questo modo in questo mondo di gente che ha ben poco di umano?Ultimamente il giudice mi trattiene la bellezza di 370 euro al mese sul mio misero assegno pretendendo che io dia di più alla mia famiglia anche 400 euro pur sapendo che non potrò mai pagarlo a meno che la mia vita cambi in positivo e che riesca a trovare un lavoro che mi permetta di pagare tale somma senza rischiare di ammalarmi di depressione o chissà di quale male.Alex aiutami tu a risolvere questo mio triste problema che mi avvelena ogni giorno la mia precariavita.Se vuoi conoscere la mia attività artistica visità Facebook
    saluti e pace nel mondo
    Salvatore Di Roberto
    email:salvio571@libero.it

  4. Grazie per avermi inviato questa intervista di Padre Alex Zanotelli. Le sue risposte sono sempre molto sagge e coinvolgenti! E’ facile vedere in lui il Dio della vita, dell’amore. Oggi è assai difficile fare delle scelte coerenti con i propri principi cristiani, siamo troppo deboli, e oserei affermare anche poveri di cuore e di mente per riuscire a realizzare i nostri desideri di condivisione e comunione con i nostri fratelli più poveri. Con tutta la mia piccolezza ho scelto di far parte di una comunità missionaria come volontaria per aprire un pò la finestra al mondo, sono piccoli gesti che dono con immenso entusiasmo per amore dei nostri fratelli più poveri! Concordo con Padre Alex quando afferma che Dio è là dove noi riusciamo a generare la sua presenza nella vita quotidiana!
    Dio ha bisogno di noi “strumenti del suo Amore”.

  5. Caro Alex

    Non possiamo che essere sempre più preoccupati ,per la situazione drammatica della Campania che via via è destinata ad allargarsi macchia di percolato in tutto il paese ; ma al di là della situazione contingente, di trovare discariche, costruire termovalorizzatori , effettuare raccolta differenziata e dintorni ,il problema non si risolve se non si affronta all’ origine.

    Occorre partire dall’ osservazione delle nostre pattumiere,( non mi stancherò mai di dirlo fino alla nausea..) stracolme soprattutto di troppi imballaggi non biodegradabili, di cui si potrebbe fare a meno e farne a meno, significa fare una rivoluzione, boicottare gli acquisti di tutte quelle merci commercializzate in modo da dare volano alla produzione di queste vergogne , bisogna riconvertire la commercializzazione per innumerevoli prodotti , da quelli alimentari ai detersivi favorendo distributori e utilizzando contenitori riutilizzabili, pressocchè in eterno !! ( ci pensiamo , in eterno !!)

    Qualcuno potrà anche soffrire all’ inizio, ( produtori d’ imballaggi da riconvertire in occupazioni ambientali come il risanamento di danni da rifiuti ) , ma poi quando il rifiuto prodotto tenderà solo verso l’ umido ( dal letame nascono i fior..), sarà una vittoria strepitosa una rivoluzione senza precedenti !

    Non mi si dica che è utopia , si può arrivare con gradualità senza “violentare” il paese , partendo anche dall’ educazione delle generazioni future nell’ interesse del loro bene e salute !

    Boicottare e sempre boicottare e nel contempo richiedere distributori !!
    Sarà il primo passo, tra l’ altro già fatto da tanti altri paesi !!

  6. In un periodo in cui la principale preoccupazione di un giornalista sembra sia correre avanti ed indietro per l’Italia (se non per il mondo) per occuparsi solo delle vicende legate alla morte di una sconosciuta bimba di quindici anni o alla vita e ai regali di ragazze che si prostituiscono oltre che alla ricerca della definizione perfetta di Bunga Bunga…finalmente qualcuno che rida al giornalismo il suo ruolo di dispensatore di lezioni di vita vera e profonda. Complimenti a PADRE ZANOTELLI per il suo aiuto coraggioso alla vita. Complimenti a MELE per non essere caduto nella tentazione del semplicistico giornalismo che oramai ci viene propinato ogni giorno

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