Caos Politico. Quanto dura il governo? Intervista a Giorgio Tonini

La giornata di ieri, sul fronte della politica, ha fatto segnare turbolenze molto forti. Quali saranno le prospettive per il governo Letta? Su questo abbiamo intervistato Giorgio Tonini, Vicepresidente dei senatori del PD.

Senatore Tonini, ieri si è vissuta un’altra pagina nera per la politica italiana. La mossa del Pdl di bloccare i lavori parlamentari, per protestare contro la decisione della Corte di Cassazione di fissare per il 30 luglio l’udienza sul processo Mediaset che vede coinvolto Silvio Berlusconi, è stato accettato dal PD. La base del Pd è sconcertata. Non le pare che i “rospi” da ingoiare stanno diventando troppi?
Penso che in un momento gravido di rischi per il paese come quello che stiamo vivendo, il primo dovere di chi esercita responsabilità politiche o istituzionali sia quello di tenere i nervi saldi e il sangue freddo. Noi non abbiamo accettato nessun blocco del Parlamento e nessuna iniziativa di protesta contro la magistratura, che infatti non ci sono stati, né l’uno né l’altra. I gruppi parlamentari del Pdl hanno chiesto e ottenuto da noi mezza giornata di sospensione dei lavori per poter tenere un’assemblea. Certo motivata dai riflessi politici delle vicende giudiziarie di Berlusconi, ma comunque un’assemblea parlamentare di mezza giornata. Peraltro mezza giornata recuperata il giorno dopo, prolungando la seduta fino all’esaurimento dell’ordine del giorno. Capisco che in un paese e soprattutto in un sistema politico-mediatico sempre più sovreccitato stia diventando difficile spiegare perfino queste banalità, ma quello che una volta si chiamava fair-play parlamentare in questi casi impone di accogliere la richiesta. Onestamente non capisco quindi quale “rospo” avremmo ingoiato. Dirò di più: mercoledì pomeriggio era in programma al Senato l’avvio del percorso parlamentare delle riforme costituzionali. Che il Pdl abbia chiesto di verificare al suo interno la tenuta dell’accordo di maggioranza, prima di intraprendere questo impegnativo percorso, a me è parso corretto e utile.
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Uguali e diversi nella società liquida

Un altro affresco di Zygmunt Bauman sulla nostra contemporaneità. Davvero interessante piccolissimo libro del sociologo polacco Baumann. Un maestro della sociologia contemporanea, ancora capace di splendide sintesi di l unga durata. Una vera e propria “sociologia della crisi”.

Spesso il pensiero di Baumann è stato replicato con banalità, facendosi, così, perdere la profondità del suo pensiero. Come si sa la sua definizione della contemporaneità come “società liquida” ha segnato da almeno vent’anni la riflessione sociologica dell’Occidente. Nella società “liquida” tutto viene messo in discussione: valori, sentimenti, antropologie, modi di produzione, comunità. Insomma di fronte alla globalizzazione e alla società liquida (che è l’altra faccia della globalizzazione) è tutto l’uomo ad essere messo in discussione.
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La solitudine dei lavoratori

Quando c’è di mezzo la Fiat e la lotta degli operai della Fiat la loro vicenda diventa paradigmatica per tutto il Paese. E’ sempre stato così. Troppi intrecci, a volte non sempre trasparenti, legano la Fiat al nostro Paese.

A leggere il libro di Giorgio Airaudo (responsabile auto della Fiom-Cgil), La solitudine dei lavoratori (Einaudi Editore, pagg. 99, € 10,00), se ne trae ancor più la convinzione di questa vicenda paradigmatica per la società, per la politica italiana.
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I dubbi sulla Fiat. Intervista a Giuseppe Berta

Ieri pomeriggio, a Palazzo Chigi, l’incontro tra la Fiat e il governo. Si è concluso nella tarda serata con un comunicato congiunto in cui si riafferma, tra l’altro, la volontà di Fiat di rimanere in Italia. Le conclusioni del vertice sono state occasione, oggi, di riflessione nel mondo politico e sindacale. Nel parliamo con il professor Giuseppe Berta, docente all’Università Bocconi di Milano. Berta è un grande esperto di storia dell’industria e delle relazioni sindacali. Alla “Fiat-Chrysler” ha dedicato un saggio edito dalla Casa Editrice Il Mulino di Bologna.
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Le nuove frontiere dei Servizi Segreti italiani. Intervista ad Aldo Giannulli

Recenti fatti gravi di cronaca hanno portato l’attenzione della opinione pubblica sui Servizi Segreti del nostro Paese. Per fare un po’ il punto del loro stato abbiamo intervistato Aldo Giannulli , docente di Storia Contemporanea alla Statale di Milano. E’ stato consulente parlamentare delle commissioni sulle stragi (dal 1994 al 2001). E’ tra i maggiori studiosi dell’intelligence italiana. Autore di numerose pubblicazioni, tra cui l’importante saggio “Come funzionano i servizi segreti” (Ed. Ponte alle Grazie). Continua a leggere