La legge Severino è applicabile. Intervista a Stefano Ceccanti.

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Decadenza si, decadenza no.  La vicenda che riguarda Silvio Berlusconi, dopo la sentenza definitiva della Cassazione di condanna per frode fiscale. E’ stato il grande tormentone politico di questa estate. Un tormentone che paralizza la politica italiana, con minacce di crisi di governo. Ne parliamo con il costituzionalista Stefano Ceccanti.

PROFESSOR CECCANTI, alcuni suoi colleghi costituzionalisti hanno sollevato dubbi di costituzionalità su questa legge. Lei, che è stato tra i protagonisti della legge, come risponde?

Nessuno degli argomenti presentati in questi giorni era sfuggito all’esame del parlamento. Nell’applicazione non e’ emerso nulla che non fosse stato puntualmente valutato. E’ emerso un problema politico, che ricade nella decadenza prevista dalla legge il leader del centrodestra, ma questo e’ appunto un problema politico, non costituzionale e non puo’ essere affrontato eludendo la legge. Ovviamente il parlamento non e’ infallibile e quindi un giudice potrebbe ritenere quegli argomenti non convincenti e non manifestamente infondati i dubbi di costituzionalita’, ma non il parlamento stesso che altrimenti rinnegherebbe senza motivo le proprie scelte.

Luciano Violante, in una intervista al Corriere della Sera, trova legittimo, anzi sarebbe per lui applicare la Costituzione, Che la Giunta possa sollevare l’eccezione di Costituzionalità. Come risponde al suo collega Violante?

Sul fatto che la giunta o l’aula siano legittimati a porre la questione non mi pronuncio. La dottrina e’ divisa, anche se non ci sono precedenti ed e’ comunque maggioritaria la posizione di coloro che non lo ritengono possibile. In concreto pero’ non sarebbe comprensibile che il parlamento che ha votato la legge pochi mesi fa affrontando esplicitamente tutti i nodi si ricredesse smentendo se stesso.

Fonti giornalistiche,  riportano che è tornata in auge, da Berlusconi sempre esclusa perché per lui umiliante, l’ipotesi di “grazia”. La trova possibile? Come si  fa a concedere la grazia ad una persona con diversi processi in corso?

La grazia e’ una prerogativa presidenziale e su di essa valutera’ a tempo debito il Presidente della Repubblica. Non mi sembra il caso che ci intromettiamo in queste decisioni.

Si parla, da parte del centrodestra, di garantire la cosiddetta “agibilità politica” per il Cavaliere. Un neologismo assurdo. Ha un fondamento tutto questo?

L’agibilita’ politica si svolge nei limiti della Costituzione e delle leggi. Nessuno puo’ impedire a Berlusconi di restare leader del pdl e del centrodestra fuori dal Parlamento e dal Governo. Li’ sulla base della legge Severino votata anche dal pdl non puo’ stare.

Ultima domanda: Non trova tutta questa vicenda assurda e anomala per uno Stato di diritto? Come si fa ad affermare, nella destra, che la decadenza di Berlusconi è un vulnus per la democrazia?

Si puo’ dire quello che si vuole, ma non quando voti una legge e poi ti vuoi rifiutare di applicarla. Il pdl ha votato prima la delega, in cui era gia’ contenuta la decadenza per incandidabilita’ sopravvenuta, e poi il parere sullo schema di decreto che la regolava puntualmente. Ora si tratta solo di applicare quanto votato. Non e’ quindi vero che il legislativo sarebbe cosi’ succubo del giudiziario, votare la decadenza significa applicare una decisione doppia assunta dal legislativo, pdl compreso.

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