Riforme: Grillo-Renzi, un dialogo “impossibile”? Intervista a Stefano Ceccanti

UnknownQuali prospettive dell’apertura di Grillo a Renzi sulla legge elettorale? Ne parliamo con il professor Stefano Ceccanti, Ordinario di Diritto Costituzionale all’Università “La Sapienza di Roma”.

Professore, indubbiamente l’apertura di Grillo sulla legge elettorale fa ripartire il confronto politico. Lei però, in una intervista si è detto non molto ottimista sul sviluppo del dialogo, anzi quasi prospetta il rischio di un dialogo tra sordi. Perché?

Il dialogo sulle regole fa sempre bene a tutti, però il dialogo non è irenismo. Qui è evidente che almeno in partenza gli obiettivi sono opposti: Renzi e il centrodestra puntano a un sistema in cui, come nei comuni, alla ine gli elettori scelgano anche e soprattutto maggioranza e Governo. Il sistema deve quindi condurre a superare la suddivisione dell’elettorato in tre schieramenti maggiori per farne governare uno. I Cinque Stelle all’opposto, soprattutto ora che disperano di arrivare tra i primi due, vogliono un sistema che colpisca i piccoli ma che fotografi la forza dei primi tre oltre a quella delle minoranze concentrate come la Lega. In questo modo spingerebbero Pd e Pdl a una grande coalizione obbligata e quindi crescerebbero avendo il monopolio dell’opposizione. O cambiano questo obiettivo oppure il dialogo finisce subito perché le impostazioni sono opposte

Cosa non le piace del “Democratellum”? Non vede spunti positivi nella proposta dei “5 Stelle”? La Lega giudica questa proposta come ottima…

Si tratta di un sistema elettorale che, viste le condizionidi partenza non modificabili a breve del sistema dei partiti, tripolarizza portando a una Grande coalizione obbligata e contronatura. Quindi da bocciare. Qel sistema potrebbe avere effetti benefici solo le forze nettamente dominanti sul piano nazionale fossero già due, ma così non è. Insomma nel contesto dato sottorappresentiamo i piccoli per avere la governabilità, ma questo sacrificio dei piccoli non produce il bene della legittimazione diretta dei Governi.

Sull’Italicum, però, vi sono punti da correggere. Cosa dovrebbe correggere Renzi per arrivare ad una buona “mediazione”?

Alzare la soglia per il secondo turno al 40% in modo da dare una maggiore legittimazione a chi prende il premio e allineare tutti gli sbarramenti al 4%, sia dentro sia fuori le coalizioni e, se possibile, ridurre ulteriormente la dimensione dei collegi, avvicinandosi il più possibile agli uninominali.

Non bisogna dimenticare, però, il ruolo di Berlusconi. Per Renzi, secondo lei, deve essere ancora l’interlocutore indispensabile?

L’interlocutore si seleziona sulla base della comunanza degli obiettivi. E’ interlocutore chi persegue l’intento della democrazia governante e non lo è chi vuole invece impaludarci ancora nei poteri di veto.

Ultima domanda: qual è l’obiettivo politico di Grillo con questa apertura?

Avere il monopolio dell’opposizione futura oltre a bilanciare verso Renzi l’apertura fatta nei confronti di Farage. Poi, per carità, se cambia obiettivi e converge verso forme di democrazia governante, meglio per tutti.