Quale Italia dopo i referendum? Intervista a Giuseppe De Rita

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La straordinaria partecipazione al Referendum di domenica scorsa, con i suoi risultati importanti, sta facendo interrogare la politica italiana, ed anche molti osservatori (giornalisti, politologi e sociologi). Su questo abbiamo intervistato Giuseppe De Rita, presidente del Censis.

Presidente De Rita, la straordinaria partecipazione popolare al Referendum ci consegna un nuovo volto dell’Italia. Qual è, secondo lei, questo volto?

Ma io sono sempre ostile, addirittura contrario, ad idealizzare il nuovo. Il nuovo volto, la nuova Italia, è un’ Italia normale, che ha sempre avuto nei confronti del referendum meccanismi altalenanti: negli ultimi quindici anni non lo ha mai frequentato, poi l’ha frequentato per molti anni e poi ora ha ripreso. Non c’è una nuova Italia, c’è un’Italia un po’ distaccata dalle cose, che, ad un certo punto, coglie l’occasione per dare un segnale di se stessa.

Ezio Mauro, nel suo Editoriale apparso su Repubblica di martedì scorso, afferma che “Il flauto magico” del Cavaliere si è spezzato. Ovvero, secondo Mauro, si è concluso il ciclo politico e culturale del berlusconismo. Siamo davvero alla fine del berlusconismo?

Il problema è che ci sono tre cicli sovrapposti: uno corto che è il ciclo del Berlusconi come leader, come capo di governo; il secondo ciclo è quello del berlusconismo come cultura di governo, di opinione; il terzo ciclo è quello della soggettività, dove tutto è mio e che in qualche modo preesisteva al berlusconismo: già negli anni settanta il divorzio e l’aborto erano un “faccio da solo, tutto è mio, il corpo è mio, la moglie è mia”. Questi tre cicli negli ultimi anni hanno coinciso, ora sta cedendo il primo ciclo, cioè il ciclo del Berlusconi come governante, ma non è detto che il secondo ciclo sia finito, così come il ciclo dell’individualismo. Ci sarà una scansione temporale nella fine dei tre cicli che andrà capita e governata. Per ora abbiamo solo la fine di Berlusconi come uomo di governo.

I veri protagonisti di questo Referendum, sono stati i giovani (il mondo della rete), l’associazionismo (laico e cattolico) e quello dei comitati. Qualcuno, sulla scia delle proteste degli ” indignatos” in Spagna e della rivolta nel mondo arabo, ha parlato di una “primavera italiana”. Sono esagerazioni?

Ma come ho detto prima, “primavera italiana” sembra che stia arrivando il nuovo, io non ritengo che stia arrivando il nuovo: il vento del referendum cadrà e si ritornerà tutti nelle proprie case. Se si pensa che nel referendum sull’acqua hanno “giocato” le suore di clausura, che hanno detto che “l’acqua è nostra sorella”, e hanno “giocato” quelli dello Uisp, cioè dello sport comunista di una volta come si diceva; insomma c’è di tutto. Dopodomani questi ritorneranno a fare le loro cose, quindi non vedo una nuova primavera.

Parliamo della politica. Il voto referendario è stato trasversale. Qual è il monito che viene dal referendum alla politica?

È un duplice monito: non si arresta un voto popolare soltanto mettendoci del vino, bisogna saper fare una politica di opinione uguale e contraria; invece hanno pensato che il vento popolare era debole e che bastasse un piccolo schermo “io voto no”. Quando c’è una realtà grossa come quella del referendum, c’è una dimensione di popolo: il cardinale Ruini fece un’ottima politica improntata sull’astensione, ma in maniera costruttiva, indicando i motivi per cui ci si doveva astenere dal voto. Il secondo insegnamento è che il vento del referendum passa, ma i problemi restano lì. Il problema idrico rimane, quindi la politica dovrà gestire i problemi di sistema successivi al referendum.

Anche la Lega, oltre a Berlusconi, è la grande sconfitta da questa tornata elettorale (mettendo insieme amministrative e Referendum). Dove nasce la crisi della Lega?

La crisi della Lega è che non ha politica: politica che è stata annunci e grida (“Roma ladrona”, “no agli immigrati”) oppure, più specificatamente, la Lega è stata sindacato del territorio. Nessuno dei due aspetti era politica, nessuno dei due permetteva ad un soggetto come la Lega di poter far politica, e ad un certo punto quando si è andato a vedere che cosa c’era politicamente dietro alla Lega si è trovato solo il vuoto.

C’è l’alternativa a Berlusconi?

Può darsi che ci sia come no, non lo sappiamo: quando finisce un ciclo così intenso come quello di Berlusconi al governo tutte le situazioni si mettono in movimento; si potrebbero mettere in movimento all’interno del partito della destra e modificarne la struttura interna, piuttosto che spostare, con una sconfitta, il potere verso l’altra banda.

Ma il PD non è un’alternativa?

Il partito democratico è un partito che all’inizio non esisteva e che esiste perché Bersani ha avuto il coraggio tutte le mattine di alzare la saracinesca anche se il negozio era vuoto, e alla fine oggi il PD esiste ed ha un indirizzo. Questo è già un vantaggio, in più ha avuto la fortuna di cavalcare due occasioni favorevoli, però ora sospenderei il giudizio sul PD.

 

 

Commenti (3)

  1. SONNO IMEGRANTE MI PIACE RAI NEWS MA NO ES RICA HA DE PUNTE INTERESANTE DE INFORMACIONE SECUNDO ME, MANCA ANCORA MATERIALE DE INFORMACIONE PER KE GUARDO ALJAZERA FRANCE 24 ANSA EURONEWS
    PER LA POLITICA ITALIANA CE UN DETTO MAROCO
    LA MOCA CHE CADE SE PRESENTANO LE CORTELE.
    ALORA CUANDO UN AGRICOLTORI HA UNA MOCA MALATA LA VENDE A MACELALLO E OBLIGATO A VENDERLA
    IN ESE CASO LA MOCA E BERLUSCONI LOPOSESION VOLE VOTO ANTECIPATOPATO E UNA CORTELATA LA LEGA CHEDE DE PIUO PER MADREMONIO CON BERLUSCONI OTRA CORTELATA
    PER LA LEGA SEMPRE UN PARTIDO CHE PRENDE VOTO DE ODIO RASISMO SEPARASIONE COME JORGE BUCH DE PAUORA
    LA GENTE A BESONIO DE LA PACE SPERANZA FUTURO
    ESCUSATE MIO ITALIANO MA CAMINO SE FA CAMINANDO CRAZIE

  2. Anche io sono dell’opinione che questo 7% in piu’ di votanti non porta un cambiamento ,questo 7% e’ dato da troppi fattori e anche molto contrastanti tra loro , inutile elencarli l’italiano che capisce e ragiona con la sua testa lo sa bene .
    Si poteva forse dire ”vittoria” se si arrivana ad un 70/75% .
    E’ verissimo la gente che ha votato e’ tornata a casa alla vita di ogni giorno e non ci saranno veri cambiamenti .
    L’acqua verrà gestita dalle solite ditte con dando i soliti pessimi servizi , l’acqua mancherà come sempre nelle isole e al sud .
    La bolletta della luce diventerà sempre piu’ cara .
    Berlusconi se non oggi prima o poi non ci sarà piu’ , e chi prenderà il suo posto che sia di DX o di Sx potrà fare ben poco .
    Come ho già piu’ volte detto e’ il sistema Italia che non funzione e qualsiasi primo ministro sia di DX che di SX non avrà nessun potere per cambiare RADICALMENTO un vecchio e superato SISTEMA ITALIA
    Troppa burocrazia , troppi partiti , troppi tabu , troppe leggi ingessate da oltre 100 anni , poteri forti che si dividono le torte , paese clientetelare etc…etc…
    Potranno i nostri nipotini cambiare questo ?

  3. Pingback: Intervista a Giuseppe De Rita non vedo una nuova primavera italiana :: VIP

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