La politica debole. Intervista a Massimo Cacciari

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Come evolverà nei prossimi mesi il quadro politico italiano? Alla luce dei risultati elettorali delle Amministrative e del Referendum una fase politica, quella berlusconiana, sembra chiusa. Per parlare dei possibili scenari abbiamo intervistato il professor Massimo Cacciari.
Professor Cacciari, per cominciare, solo un cenno alla inquietante inchiesta sulla “P4”. Quello che emerge è un reticolato sconvolgente di rapporti personali e politici per ricatti e affari. Un regista occulto, il piduista Bisignani, che riesce ad influenzare molte cose della politica “romana”. Non trova che questa inchiesta simboleggi, in maniera definitiva, la debolezza etica e politica del berlusconismo?

Fosse soltanto così, mi pare che questa inchiesta dimostri come alcuni vizi di fondo di questo paese continuino ad essere operanti, perché è un paese che da decenni, forse da sempre, forse dall’Unità, vive di connubi tra politici, affari, poteri occulti, criminalità organizzata, logge segrete: è una ragnatela di interessi che connettono tutti i diversi settori del cosiddetto ceto dirigente, che è in testa a questo paese da decenni e da qui non si esce; quindi non credo che si possa dire che è solo frutto del berlusconismo, che è il sintomo della fine del berlusconismo perché sono gli stessi intrecci della P2, lo scenario è lo stesso.

Parliamo della situazione politica. E’ indubbio che la recente tornata elettorale (Amministrative e Referendum) segni la sconfitta sul piano politico, e personale, dei due leader di riferimento della maggioranza di governo, Berlusconi e Bossi. Ora anche se il governo ha una maggioranza numerica, vedi la verifica di Governo alle Camere, quello che appare è che ci aspettino due anni di lunga agonia della maggioranza. Lei pensa che arriveremo alla fine della legislatura oppure vede segnali di fine anticipata della stessa?

Stanno navigando a vista bisognerebbe avere la sfera di cristallo per vedere se arriveranno alla fine della legislatura o finiranno prima, possono finire in ogni istante, bisogna vedere come va questa inchiesta. Ormai in questo paese non si possono dare dei giudizi o fare analisi politiche in quanto tali, domani c’è un pentito che confessa qualcosa, domani Lele Mora dice qualcosa. L’unica cosa che si può dire è che la fase berlusconiana- bossiana della vita politica del centrodestra e del paese volge al termine e che certamente con le elezioni del 2013 un qualche cambiamento anche radicale ci sarà , ma da qui al 2013 sopravvivono, non sopravvivono? Riescono a lanciare una leadership diversa? Ma la stessa incertezza riguarda il centro sinistra: da che parte evolverà la strategia del centrosinistra: sono condannati a restare con i Vendola e i Di Pietro? c’è la possibilità di un’intesa con il terzo polo? L’unica certezza è che Berlusconi e bossi sono al tramonto, e che cosa possa esserci dopo che il tramonto è avvenuto chi lo sa?

Lei è uomo del Nord, conosce profondamente i problemi di quest’area fondamentale del Paese. Dove nasce la crisi della Lega?
Ma io prima di parlare di crisi della Lega ci andrei piano, perché se domani ci fossero le elezioni e la lega si presentasse da sola con una campagna sparata sui temi tradizionali io non credo che avrebbe un insuccesso, anche perché qualcosa nelle aree tradizionali può andare indietro ma guardando in Emilia e Toscana ha avuto dei risultati buoni. Quindi complessivamente la Lega alle prossime elezioni indietro non ci va, è l’unico partito strutturato in questo Paese, poi bene o male ha un classe politica relativamente giovane al comando, non a fare i rottamatori. La Lega a Milano è stata trascinata alla sconfitta da Berlusconi, non è una sconfitta della Lega, la ega ha tutte le possibilità di tenere e sottrarsi all’abbraccio mortale di Berlusconi, però prima di farlo deve capire con chi fare un’alleanza.

Parliamo del PD. I sondaggi dicono che, se si dovesse votare a breve, è il primo partito italiano. Pensa che il PD sia pronto per il governo? Se si con quale coalizione e quale leader?
Con Berlusconi e Bossi in questa situazione se domani ci fossero le elezioni io credo che il PD con l’alleanza tradizionale di centrosinistra vincerebbe, quindi io penso che si andrà alle elezioni con lo schieramento delle altre volte ahimè; dopo di che se questo schieramento può governare il Paese anche quello lo sa lo Spirito Santo può darsi che abbiano imparato la lezione delle altre due volte, può darsi di no. Comunque quello che è certo è che adesso come adesso con una prospettiva del tutto realistica di vincere, anche con uno schieramento tradizionale di centrosinistra, contro Berlusconi e Bossi nessuno li smuoverà.

Il leader?
E il leader, con Berlusconi e Bossi in questa situazione, possono vincere con Bersani, con la Bindi a meno che non mettano proprio Di Pietro che allora rischiano di perdere.

Come vede la situazione del “Terzo Polo”?
Se si va a votare saranno decisivi per il Senato, credo che però una volta fuori dalla fase berlusconiana il terzo polo sarà disponibile a ragionare in modo costruttivo per una soluzione di governo sia con un centrosinistra sia, eventualmente, con un centrodestra rinnovato.

Professore torniamo alla debolezza della politica. Cosa metterebbe al primo posto per ridare dignità alla politica?

Riforme elettorali serie e riforme istituzionali che comportino il Senato delle regioni, una camera dei deputati dimezzata di numero, quelle regole elementari che favoriscono per la selezione del nostro ceto politico la migliore preparazione, una maggiore competenza.

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