LE INCOGNITE DI UNA LEGISLATURA. INTERVISTA A FABIO MARTINI 

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Fabio Martini (Ansa)

Fabio Martini (Ansa)

Il governo del “cambiamento” è partito e così anche la legislatura. Ma i 90 giorni di crisi, tra i più lunghi della storia repubblicana, gettano numerose incognite sullo sviluppo di una legislatura che si presenta difficile. Quali sono i nodi politici? Come si cercherà di sbrogliarli? Ne parliamo in questa intervista con Fabio Martini, cronista parlamentare ed editorialista del quotidiano “La Stampa” di Torino.

 

 

 

 

 

 

 

 

Fabio Martini, il governo Conte-Salvini-Di Maio ha giurato, la prossima settimana otterrà la fiducia delle camere sarà, così, nel pieno dei poteri. Come si sa è un governo partorito, molto faticosamente, 90 giorni dopo le elezioni del 4 marzo. È stata una delle crisi più difficili della storia repubblicana.  Ma questa crisi porta con sè anche incognite istituzionali e politiche, le due cose si intrecciano, di non poco conto per la democrazia italiana. Incominciamo con quella politica. Riguarda, infatti, il ruolo del presidente del consiglio conte. Tra due pesi massimi rischia di passare permali mero esecutore. Non vedi questo rischio?
Questo è il primo governo con tre premier. I due diarchi, i leader che separatamente hanno vinto le elezioni, più il professore che hanno scelto, come compromesso al ribasso perché nessuno dei due avrebbe potuto “sopportare” la primazia dell’altro. Di solito il Presidente del Consiglio ha un ruolo propulsore, in questo sembrerebbe averne uno da esecutore. Il professor Conte è totalmente privo di esperienza politica. ma se dimostrasse personalità, potrebbe svolgere un ruolo inedito ma significativo: quello di mediatore tra i due diarchi. Bisognerà vedere la qualità di quelle mediazioni. Dignitose? Al ribasso? Inesistenti? La scommessa del professore è tutta qui.

La seconda incognita riguarda, invece, il rapporto tra lega e 5stelle, o per meglio dire, tra il protagonismo di salvini e quello di di maio. Salvini si e’ dimostrato piu’ abile politicamente. Anche nei suoi primi passi si sta allargando. Continua nella sua campagna elettorale permanente contro l’immigrazione clandestina . Non sara’ facile per di maio, aldila’ dei reciproci sorrisi, contenere il protagonismo salviniano. Pensi che si sviluppera’ una “guerriglia” mediatica tra i due?
Questa è davvero l’incognita più difficile da leggere. I due condividono due interessi: far marciare i propri dossier, glissando su differenze che potrebbero rallentare la marcia del governo. Per saper coniugare questi due interessi servirà non solo istinto di sopravvivenza ma anche una grande sapienza politica.

Sulla compagine governativa  le incognite riguardano, oltre alla persona del presidente del consiglio, le correnti all’interno  del governo. Il disegno del  presidente mattarella e’ stato quello di contenere, “istituzionalizzare, il “populismo”.  E’ un equilibrio non facile  tra le varie parti. Reggerà?
Le differenze ci sono, perché la Lega punta in prospettiva ad occupare il fronte destro e i Cinque Stelle quello sinistro. All’inizio si daranno manforte, soffocando i diversi interessi politici. Ma avranno entrambi un grande “nemico”: quel sistema di comunicazione battente e invadente, che sinora è stato benzina nel motore populista e che presto, per troppo uso, potrebbe trasformarsi in sabbia.

Ma l’incognita più grande resta il “contratto di governo”. Un contratto estremamente costoso. Domanda: mettere un ministro, area ex socialista confluita in forza italia, pensi che porterà ad un conflitto con i due maggiorenti politici?
Anche nel caso del ministro dell’Economia occorrerà valutarne il peso della personalità. Sarà esecutore o mediatore al rialzo? E siamo sicuri che il professor Savona si contenterà di occuparsi di direttive europee?

Il rapporto con l’Europa è un’altra incognita, nonostante tutte le rassicurazioni…
In una prima fase l’Unione europea avrà un atteggiamento inclusivo, cercherà di capire che tipo di interlocutore si troverà davanti. Nel caso in cui si dovesse confermare la propensione al debito a piè di lista, a quel punto i rapporti cambieranno. Ma per ora ci si misura la palla. Da entrambe le parti.

Pero’ Macron e Merkel hanno   avuto abboccamenti con il premier conte. Si dice che Macron sia interessato a costruire un asse con conte per rilanciare la riforma del progetto europeo…..una bella opportunità . Che ne pensi?
Macron, oltre alla riforma della ziona euroi, ha un solo pensiero: evitare che l’Italia diventi un modello per i sovranisti di casa propria. Ecco perché è stato così accogliente col professor Conte, anche quando era un semplice presidente incaricato. Quella telefonata irrituale è rivelatrice. La Francia sarà inclusiva se anche l’Italia lo sarà, almeno un po’. Altrimenti i francesi diventeranno escludenti e aggressivi, sia con modalità imprevedibili. I Cinque Stelle europeisti a fianco di Macron? Prematuro. Devono affrontare nel maggio 2019 una campagna elettorale europea con toni aggressivi e, se la spunteranno, allora se ne riparlerà

L’altra grande incognita riguarda l’opposizione, Pd e fi. Per quanto riguarda fi (quello che rimane) ormai è quasi completamente “mangiata” dalla lega. Trovi inesorabile questo “destino”? Che farà Berlusconi (oltre a mettere in salvo le tv)?
Da qui alle elezioni Europee, uno degli obiettivi di Savini sarà quello di mangiarsi un’altra parte di elettorato forzista. A Berlusconi, che da tempo avrebbe dovuto indicare un erede dinamico come lo era lui 30 anni fa, non resta che sperare in un fallimento del nuovo governo.

L’ultima grande incognita è il Pd . Si è scritto di tutto e di più. Qual è una realistica via d’uscita  dalla  sua crisi?                                                                                                                         
Nell’imminenza di uno scontro elettorale, sarebbe stata utile un’Alleanza Repubblicana la più larga possibile, guidata da Paolo Gentiloni, Ma se l’orizzonte delle elezioni si allontana, per la sinistra di governo diventa prioritario chiarirsi le idee, avere un’idea dell’Itala come è e come si vorrebbe, ridefinire un’identità credibile per futuro. Senza avere l’ansia della rivincita.

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